ADDIO A JEAN ROCHEFORT

Data: 11 Ottobre 2017

Per tutti coloro che sono stati liceali prima del “Sessantotto”, prima che il mondo cambiasse e con esso anche il cinema, era l’avvocato di “Angelica”: una fortunata serie di film in costume, in Technicolor, ambientati in Francia all’epoca del Re Sole, la cui protagonista, la bellissima Michelle Mercier-Angelica (che di angelico ispirava poco a noi testosteronici giovincelli) andava sposa al conte di Peyrac, metà mago e metà pirata con il fascino di Robert Hossein. Tanto bella, Angelica, da finire continuamente insidiata da manigoldi, avventurieri e re, dunque bisognosa di un difensore mentre il marito era per mare: ecco allora che entrava in scena Jean Rochefort, con quel naso aguzzo e i baffetti taglienti (poi divenuti baffoni con l’età) da avvocato sottile,  vero amante della giustizia e destinato a divenire addirittura ministro di polizia (nella serie di quei film ovviamente). Angelica veniva salvata, sfuggiva ai cattivi e ritrovava l’amore del marito, che nonostante un harem di bellezze esotiche a portata di mano, amava solo lei, sua moglie Angelica.

Il grande attore francese Jean Rochefort, per me il nobile, disinteressato avvocato di Angelica, che amava la giustizia più della legge,  è morto all’età di 87 anni nell’ospedale parigino dove era ricoverato da qualche tempo. Con lui se ne va un grande attore francese, che ovviamente fu celebre non solo per i film di Angelica, e anche una fetta della mia gioventù, ora definitivamente nell’Album dei ricordi.

Con Rochefort se ne è andato anche un grande appassionato e amico dei cavalli. Era nato a Parigi il 29 aprile 1930. Nel ’49 entrò nel Centre d’Art Dramatique de la rue Blanche, poi nel Conservatoire National Supérieur d’Art Dramatique e infine nella Compagnie Grenier Hussenot. Lavorò in teatro, al cinema e anche in tv. Negli Anni Sessanta, mentre girava Cartouche (1962) con Jean Paul Belmondo e Claudia Cardinale, scattò in lui la passione per i cavalli: divenne cavaliere di completo, poi di salto ostacoli, allevatore, e acquistò un maneggio, Le Haras de Villequoy. Come allevatore ha cresciuto Nashville III (da Laudanum, purosangue) che ebbe notevole successo agonistico montato da Jean Maurice Bonneau prima di generare altri vincitori internazionali. Collaboratore della Tv francese, Rochefort fu tra i commentatori per gli sport equestri all’Olimpiade di Atene 2004.
Personalmente lo ricordo a Piazza di Siena, semplice spettatore fra il pubblico nella tribuna a destra dell’ingresso cavalli: quando puntai il teleobiettivo e lui se ne accorse, da attore consumato e gran professionista si sporse un po’ in avanti, per farsi inquadrare meglio e facilitarmi il compito. Quella diapostiva  -allora non c’erano ancora le fotocamere digitali-  è fra le più care fra quelle che conservo delle mie due passioni preferite, cavalli e cinema appunto.

Come attore Rochefort girò film entrati nella storia del cinema: La divorziata, una coproduzione franco-italiana in cui recitò a fianco di Annie Girardot. Fu diretto da Bertrand Tavernier in due film con Philippe Noiret (anch’egli attore-cavaliere), L’orologiaio di Saint-Paul (1974) e Che la festa cominci (1976), che gli fruttò il suo primo César come attore non protagonista. Nello stesso anno ottenne un grande successo nella commedia Certi piccolissimi peccati.  E poi venne l’altro film che per il sottoscritto resta un testimonianza di tutta la bravura di un attore e uomo straordinario: L’uomo del fiume (1978) valse a Rochefort il secondo César, questa volta come miglior attore. La sua interpretazione del comandante della Marina Militare francese, che pur malato in fase terminale affronta in tempo di pace l’ultima missione per ribadire valori quali onore e lealtà, lasciano un ricordo indelebile e lanciano un messaggio fortissimo. Più recenti Il Marito della parrucchiera per la regia di Patrice Leconte (1990) e Tandem, nel quale fu affiancato da Gerard Jugnot. In carriera Jean Rochefort ha girato ben 150 film.

In Francia il mondo del salto ostacoli ha reso omaggio al grande attore e al grande appassionato di cavalli. Tra le espressioni più commoventi quelle di Jean Marice Bonneau, Roger-Yves Bost, Patrice Delaveau, Penelope Leprevost, Philippe Rozier, Kevin Staut. Lo ha ricordato anche Rodrigo Pessoa, che per anni ha vissuto a Parigi.

Nel 1960 Jean Rochefort aveva sposato Alexandra Moscwa, dalla quale ebbe due figli: Marie (1962) e Julien (1965). In seguito dall’attrice Nicole Garcia ebbe un altro figlio, Pierre, oggi a sua volta attore e cantante. Dalla seconda moglie, Françoise Vidal, Rochefort ebbe infine le figlie Louise e Clémence. Adieu, Monsieur Rochefort, grande persona, straordinario attore, appassionato cavaliere e allevatore, per me anche “avvocato”, noi appassionati di cinema e di cavalli non ti dimenticheremo.

P.M.

 

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